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Accrescere il nostro potere personale attraverso l’Antifragilità

Ciao! Eccoci con una nuova puntata del podcast, spero abbiate trascorso delle splendide vacanze. Giunti a settembre, che in qualche modo possiamo vedere come un nuovo inizio delle attività lavorative, ho pensato di tornare a parlare di cambiamento, ma con un focus su una delle skill a mio avviso più importanti da sviluppare in questo momento e che abbiamo già incontrato nella puntata sul cambiamento di mindset nel Circolo Virtuoso dell’Innovazione Professionale. Spesso ho fatto riferimento al periodo storico che stiamo vivendo definendolo VUCA, acronimo che sta per volatile, complesso, incerto e ambiguo, e allora come facciamo a far fronte al cambiamento inevitabile, agli imprevisti e a costruire una solida professionalità che ci sostenga in ogni momento? Considerando che il nostro cervello è un’amante delle certezze accade che quando stabiliamo un piano o pensiamo a come raggiungere un obiettivo, spesso, creiamo una mappa con dei passi da fare e un percorso lineare da intraprendere, poi ci mettiamo all’opera e ecco che arriva l’imprevisto, l’ostacolo, o una crisi a far deviare il nostro tragitto. Di queste crisi poi ce n’è una vasta gamma, dalla più semplice, come il pc che si scarica proprio mentre iniziamo una videocall, e allora basterà inserire la spina per la ricarica, alle più complesse, come una emergenza sanitaria mondiale, il risultato è che tutte comunque ci fa mettere in discussione molti aspetti del nostro progetto. Ed è proprio in questi tratti di strada che la differenza nel risultato che otterremo, la può fare l’aver sviluppato un mindset antifragile che ci supporta quando la strada cambia direzione improvvisamente e ci sprona a leggere gli avvenimenti non come errori o ostacoli, ma come opportunità che nel tragitto lineare non avremmo incontrato.

Sviluppare l’Antifragilità ci consente di dare anche un nuovo senso al cambiamento, iniziando a vederlo come un processo di sviluppo del nostro potere personale, questo diventerà una risorsa.

Ma per affrontare il cambiamento non possiamo restare immobili, aspettando che una crisi passi, o reagire a nuove situazioni con vecchi schemi, dobbiamo invece abbandonare le nostre rigidità e agire affrontando gli ostacoli e testando sempre nuove soluzioni. Einstein disse “E’ nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato”.

Oggi sappiamo che noi esseri umani siamo dei Sistemi Adattivi Complessi biologici e questo vuol dire che modifichiamo i nostri comportamenti per rispondere ai cambiamenti e alle informazioni che ci arrivano dall’ambiente in cui viviamo. Ad esempio quando guardiamo la realtà che ci circonda la percezione ci permette di elaborarla e attraverso processi come l’attenzione selezioniamo gli stimoli che per noi hanno più rilevanza di altri e lo facciamo basandoci sulle nostre emozioni, sui bisogni e sulle motivazioni e questo ci permette di fare delle scelte al posto di altre. Prendiamo ad esempio lo Smart Working, chi sceglierà di abbracciare questo cambiamento nello svolgimento del lavoro, sceglierà di concentrarsi sulle sue potenzialità e deciderà di apprezzarne i vantaggi e studiare modalità alternative per far fronte agli svantaggi, aumentando la sua produttività e migliorando la qualità della sua vita. Cristiano Carriero nel suo libro Smart Working: Tool e attitudini per gestire il lavoro da casa e da remoto, ci spiga molto bene come cambiando prospettiva e sviluppando un “pensiero mobile”, possiamo aumentare la nostra efficacia attraverso questo approccio. Questo ragionamento lo possiamo poi espandere ad ogni cambiamento che affrontiamo, ad esempio paradossalmente la crisi del 2020, se guardiamo al mondo del lavoro, gli ha dato una spinta propulsiva, poiché si sta evolvendo verso una concezione che, finalmente, mette al centro la persona. Si sta modificando il focus su cui prestare attenzione, e di conseguenza mutano i valori, i bisogni e le priorità, ma come anche le abitudini e la modalità di svolgere le nostre attività. E questa penso sia un’opportunità rara, quella di poter far parte di questa evoluzione e ripartire costruendo con consapevolezza una realtà più simile a noi, che si basa sul valore delle persone e non sui numeri.

L’Antifragilità è un concetto, sviluppato dal matematico libanese Nassim Nicholas Taleb nel 2012, ma che da allora è stato studiato tanto, perché è la chiave che ci aiuta a far fronte agli ostacoli e agli imprevisti esterni cambiando il nostro modo di reagire, ma cambiando non per proteggerci o per resistere, ma per crescere costantemente e migliorarci. L’ antifragilità è il vero opposto del concetto di fragilità, definiamo infatti antifragile chi affronta le difficoltà accettando il cambiamento, abbracciando l’imprevisto, i fattori di stress, l’incertezza e trasformando sé stesso per cogliere nuove opportunità e creare nuovo valore.

In linea generale svilupparla ci permette di essere in grado di trasformare, quindi, un limite in opportunità; di riuscire a trarre vantaggio dagli eventi negativi aumentando la qualità delle nostre prestazioni e aumentando le possibilità di scelta di fronte all’imprevedibilità. Questo vuol dire che diventare antifragile, non solo ci aiuterà a fronteggiare i fattori di stress, ma anche a vedere gli errori diventare preziose fonti di informazioni su cui basare le nostre decisioni.

Questo costrutto psicologico dell’antifragilità, come ti dicevo è stato approfondito e studiato tanto che oggi è indagabile attraverso l’Anti-Fragile Questionnaire, che ci permette di misurare e conoscere il nostro grado di antifragilità, e ci consente di conoscere anche le caratteristiche che lo definiscono, così da poterci lavorare su e diventare persone antifragili, vediamole tutte e quattro:

l’adattamento proattivo, cioè reagire in modo proattivo e funzionale alle nuove situazioni;

l’evoluzione agonistica, quindi la voglia attiva di uscire dalla nostra confort zone e di mettersi alla prova;

l’agilità emotiva, è la capacità che ci aiuta a vivere tutte le nostre emozioni, sia quelle positive che negative, in modo efficace.

distruttività consapevole è la capacità che ci porta oltre il condizionamento della conoscenza e delle abitudini e che ci mette nelle condizioni di vedere nuove possibilità, è quella che ci spinge ad uscire dalla zona di confort.

Sono convinta che la strada da percorre per sviluppare un’attitudine all’innovazione, alla creatività e alla velocità di reazione agli eventi sia quella di sviluppare questa preziosa skill, che è l’antifragilità.

Se vuoi iniziare a lavorare sulla tua antifragilità, nei prossimi giorni nel canale Telegram di Psicologia a Lavoro! trovi ulteriori approfondimenti.

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In conclusione possiamo affermare che la persona antifragile è una persona che non guarda al passato credendo di aver già realizzato qualcosa di importante ma cerca la sfida che migliorerà il suo futuro, è una persona che passa dalla riflessione all’azione.

Come ci ricorda Nassim Nicholas Taleb: “Non possiamo sapere cosa ci aspetta ma possiamo imparare ad affrontare l’impatto degli eventi su di noi.”

Autrice

Dr. Valentina Patacca

Psicologa del Lavoro e autrice del podcast Psicologia a Lavoro!

AUTRICE