Ascoltalo dalla tua piattaforma preferita

Google Podcasts
iHeartRadio Podcasts

Cambiamo approccio al lavoro con l’Innovazione Professionale

Con la puntata di oggi iniziamo un viaggio nel mondo dell’innovazione professionale.

Il periodo storico che stiamo vivendo ha evidenziato, a mio avviso, quanto sia importante conoscere noi stessi, il contesto in cui siamo inseriti e le relazioni di cui ci siamo circondati.  Conoscerci per scegliere e agire verso una direzione precisa e non vivere e lavorare in balia delle scelte degli altri, e avere noi la responsabilità dei nostri risultati per sentirci efficaci e soddisfatti. Rispetto alle professioni in generale ci ha, e ci sta tutt’ora, mostrando con quanta rapidità le professioni si trasformano, nascono e spariscono, quasi come lo schiocco delle dita di Thanos, per gli amanti, come me, della Marvel. Tutto questo ci porta a riflettere su quanto sia importante non rimanere fermi, ma intraprendere un viaggio che ci vede impegnati in un miglioramento continuo.

Come prima cosa, allora dobbiamo effettuare un cambiamento di paradigma e passare dal concetto di sviluppo professionale a quello di innovazione professionale, il primo si riferisce al potenziamento di skill, il secondo è un approccio alla vita lavorativa.

Questo porta con sè che, l’innovazione professionale, sia un argomento molto più completo e che prenda in considerazione la persona a 360°, inserita in un contesto che ha anch’esso delle caratteristiche da considerare.  Allora per non pubblicare una puntata di ore, ho pensato di schematizzare l’innovazione professionale in un processo che ho chiamato Circolo Virtuoso dell’Innovazione Professionale, composto da 3 fasi più una, che si alimentano in modo circolare e perpetuo, alternandosi, in ottica di Design Thinking, in fasi di divergenza e convergenza.

Quindi per innovarci, dal mio punto di vista, credo che sia indispensabile lavorare su queste 3 fasi + 1:

Sviluppare il Mindset. Primo fra tutti il mindset, dobbiamo potenziare o sviluppare quelle capacità che cambiano il nostro approccio alla vita e al lavoro, che ci permettono di far fronte al contesto in cui siamo immersi, che abbiamo visto ha la capacità di cambiare velocemente, e che è caratterizzato quindi da volatilità, incertezza e complessità. Quando viviamo in balia di questa velocità senza avere chiaro il nostro posto e la direzione che volgiamo intraprendere ci sentiamo in balia dello stress, del disordine e del disorientamento. Ecco che allora il mindset efficace ci permette di vivere questa velocità in modo produttivo e focalizzato, dobbiamo allora iniziare a valutare quanto il nostro mindset sia equipaggiato per agevolarci all’innovazione e quanto invece ci stia ostacolando, e agire per cambiare quello che al mento non ci è funzionale.

Definire il valore. Una volta solidificato il mindset è fondamentale lavorare sui noi stessi per capire se e quali blocchi sentiamo di avere, che non ci permettono di cogliere le opportunità che vorremmo o che ci si presentano. Quali sono le emozioni che ci limitano o che vorremmo provare nel sentirci efficaci sul lavoro. Potenziare le competenze sia soft che hard, analizzare le nostre caratteristiche per arrivare a padroneggiare le capacità che ci aiutano a capire qual è il nostro valore.

Comunicare il valore. In questo il Design Thinking ci aiuta moltissimo, perché ci fornisce degli strumenti pratici, veloci e funzionali per raggiungere l’obiettivo. In questa fase dobbiamo realizzare, implementare e sviluppare in modo costante il nostro Personal Branding e valutarlo in base al contesto in cui vogliamo inserirci. Questo vuol dire che dobbiamo condensare tutto ciò che abbiamo scoperto nella fase precedente e definire chiaramente il nostro Personal Branding, per poi saperlo trasferire e comunicare agli altri in modo efficace e sostenibile.

Validare. Questo è un momento fondamentale, sotto diversi punti di vista, vediamone 3:

– per testare sul campo se ciò che è emerso nelle fasi precedenti è per me utile, funzionale per raggiungere lo scopo;

– entrare nell’ottica della validazione ci aiuta a far decadere la correlazione negativa errore uguale fallimento, perché qui l’errore assume un’accezione positiva, trasformandosi in un momento di apprendimento;

– la validazione aiuta a rimanere legati ad un approccio dedito al cambiamento, perché se non ci innamoriamo delle nostre scelte sarà più facile, quando non funzionano, cambiarle e adattarci a qualcosa di nuovo, alimentando quindi un nuovo mindset, una nuova visione di noi stessi, generando nuovo valore da comunicare.

Quindi, io vedo l’innovazione professionale, non come un momento statico, che può essere erroneamente identificato con l’idea di “riscrivo il cv”, ma come un processo che inizia sempre volgendo lo sguardo verso noi stessi per poi guardare all’esterno. Inoltre questo processo non è dato una volta per tutte, ma è in continua evoluzione. Questo è anche il motivo per cui credo che ogni persona, ogni lavoratrice o lavoratore dai dipendenti, agli imprenditori, dai professionisti,  ai freelance tutti dovrebbero aver chiaro il proprio modo di essere, il proprio valore, il contesto di riferimento, le relazioni e la direzione che si vuole intraprendere.

Come ci ricorda Luigi Centenaro “L’innovazione professionale è la capacità di un lavoratore di innovare il modo in cui acquisisce, crea e distribuisce valore”.

Come dicevo all’inizio ho pensato di suddividere questo vasto argomento in tre fasi più una così da poterli affrontare e approfondire meglio dalle prossime puntate.

Nel canale gratuito su Telegram di Psicologia a Lavoro! puoi trovare dei materiali di approfondimento delle puntate del podcast. Per unirti al canale basta cliccare qui ▶️ https://bit.ly/3us1p4I

Autrice

Dr. Valentina Patacca

Psicologa del Lavoro e autrice del podcast Psicologia a Lavoro!

AUTRICE