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Sai dov’è il tuo Locus of Control ora?

Ciao! Eccomi finalmente con una nuova puntata del Podcast, che arriva dopo un periodo in cui ho provato emozioni contrastanti per diverse situazioni che ho affrontato, sono passata dalla soddisfazione per un lavoro, alla felicità per il trasloco nel nuovo Studio, al dolore per il mio piede rotto, e ogni situazione ha evidenziato in me delle reazioni, delle percezioni e delle emozioni diverse, che mi hanno fatto pensare molto ad un concetto, che abbiamo anche nominato più volte nelle puntate precedenti il Locus of Control.

    • In che modo ci spieghiamo la realtà che ci circonda?
    • Quanto ci sentiamo responsabili quando affrontiamo le sfide, i problemi, le scelte nella vita e nel lavoro e in tutti gli altri ambiti della nostra vita?
    • Quando sbagliamo o raggiungiamo i nostri obiettivi a chi attribuiamo le conseguenze, le cause e le motivazioni, a noi stessi, ovvero ai nostri pensieri, alle nostre azioni e ai nostri comportamenti oppure a cause esterne dalla nostra volontà?
    • Quanto controllo pensiamo di aver avuto sui risultati ottenuti, sia positivi che negativi?

Porci queste domande ci aiuta a valutare quanta responsabilità sentiamo di avere sui risultati e quindi quanto e come possiamo migliorare. Partendo dal presupposto che controllare significa dirigere le proprie azioni in modo da influenzare gli esiti di un determinato accadimento.

Chiediamoci quando agiamo perché facciamo determinate scelte e quanto sentiamo di essere capaci di affrontare la vita in tutte le sue sfaccettature. Dove si trova il luogo del tuo controllo? Al tuo interno o al tuo esterno? Data l’importanza di questo costrutto, introdotto nel ‘54 dallo psicologo Julian Rotter, che molti altri studiosi hanno affrontato il tema e lo hanno poi ampliato nel corso degli anni, potremmo parlarne per giorni, ma dal momento che questo costrutto lo utilizziamo ogni giorno vorrei condividere con te delle considerazioni per poter valutare cosa comporta nella tue giornate avere una predominanza di locus of control interno o esterno, e poter così vivere  con più consapevolezza gli eventi della vita.

Ad esempio: la mattina in cui sono caduta avrei potuto fare due tipi di pensiero: il primo era “dovrei stare più attenda, avevo in mano diverse borse, forse avrei dovuto fare più viaggi, forse mi sarei potuta togliere il casco e la sciarpa che mi copriva metà volto, così avrei avuto una migliore visibilità, quindi non ho prestato attenzione a dove stavo mettendo i piedi quando sono scesa dal marciapiede – locus interno

Oppure – avrei potuto reagire incolpando il comune della mia città, la costante presenza di buche sull’asfalto e la sfortuna nel mettere proprio il piede lì – locus esterno.

E più in generale pensiamo all’approccio che molte persone stanno mettendo in atto, ormai da più di un anno, nei confronti dell’emergenza sanitaria, c’è chi preferisce pensare di stare subendo una situazione di incertezza globale, su ogni aspetto della propria vita, e che non avendo potere sugli eventi sono in attesa che passi, altre persone hanno iniziato ad agire, a creare nuove abitudini, nuovi progetti, si sono quindi messe in gioco in prima persona.

Come si sviluppa il Locus of Control

Ma come nasce in noi la tipologia di locus of control, interno o esterno, che utilizziamo prevalentemente oggi nella nostra vita? Essendo noi dei sistemi inseriti in una moltitudine di contesti non può che essere il risultato dell’influenza di diverse variabili quali la nostra personalità, la famiglia di origine in cui siamo cresciuti e la cultura in cui siamo immersi, ma anche da tutta una serie di rinforzi positivi o negativi che riceviamo durante la vita.

Tuttavia una cosa che sicuramente dobbiamo tenere bene in mente è che tutti abbiamo sia il locus of control interno che esterno, ma estremizzando le caratteristiche che possiamo riscontrare sono per una persona con locus of control esterno  il ritenere che le azioni messe in campo siano il risultato di elementi esterni come il destino e la fortuna e che le conseguenze di queste azioni siano dovute a circostanze che non dipendono dalla sua volontà, il pensare che ciò che accade nella vita sia fuori dal suo controllo ed è quindi incline a dare la colpa al destino o agli altri, e non a se stessa, per i risultati ottenuti.

Mentre una persona con locus of control interno sente di possedere le competenze che la conducono a raggiungere i suoi obiettivi, è convinta che ogni azione abbia delle conseguenze e che quindi attraverso il controllo sarà in grado di modificarne gli esiti, è sicura che mettendo in campo le sue conoscenze e abilità, e passando attraverso la fatica e il sacrificio, affronterà con efficacia situazioni e problemi.

Vediamo ora come il Locus of control, sia interno che esterno, influenza il nostro benessere psicologico sia in positivo che in negativo:

Chiaramente però pensare in termini categoriali, interno o esterno, non ci permette di adattarci con efficacia alla vita, infatti gli studi successivi a quelli di Rotter hanno dimostrato che il locus of control più che un costrutto categoriale fosse un costrutto dimensionale. Questo vuol dire che oltre al fatto che nessuno ha un solo locus o interno o esterno, ci sono anche altri criteri da considerare come la stabilità dei risultati ottenuti nel tempo e la controllabilità degli eventi, che può essere alta o bassa da parte della persona, che si va a definire quale tipo di locus la persona mette in campo in quella determinata circostanza.

Abbiamo detto che le persone con un locus of control interno tendono ad assumere uno stile di pensiero che influenza l’attuazione di comportamenti orientati al raggiungimento degli obiettivi, e che avere una risposta emotiva derivante da questo stile di pensiero è funzionale al conseguimento dello scopo e di conseguenza, chi possiede un locus of control interno, è in grado di fronteggiare lo stress in modo più adeguato. Ma le difficoltà sorgono quando viviamo una rigidità nella scelta di utilizzare esclusivamente il locus interno per ogni situazione che dobbiamo affrontare, allora possiamo sperimentare gli effetti negativi sulla motivazione e sulle emozioni come l’ansia, un maggiore senso di colpa, un aumento del rimuginio e la ruminazione interiore che non ci permettono di canalizzare le energie per risolvere un problema, rimaniamo bloccati.

Le persone che utilizzano il locus of control esterno possono preservare il proprio benessere perché sono più inclini a minimizzare il proprio ruolo e la propria responsabilità nel verificarsi di eventi negativi, dando invece una spiegazione esterna e/o fatalistica di quanto accaduto, e questo riduce il senso di colpa, allontana il rimuginio la ruminazione e permette di canalizzare le energie mentali per affrontare meglio le conseguenze, accentando anche meglio le esperienze negative. Tuttavia una persona che presenta rigidità nell’utilizzo focalizzato di un locus esterno in ogni situazione è più incline alla depressione, presenta una bassa autostima e uno scarso senso di autoefficacia.

Tuttavia sappiamo benissimo che la vita non è solo bianca o nera e anche il locus of control non fa eccezione, infatti ci sono persone dette bi-loci (Levenson 1973) queste persone utilizzano una combinazione di locus interno ed esterno. Sanno assumersi la responsabilità personale delle proprie azioni e delle relative conseguenze, pur rimanendo capaci di fare affidamento e di avere fiducia nelle risorse esterne. Gestiscono quindi entrambi i luoghi del controllo, interno ed esterno, con tale flessibilità da propendere da una parte o dall’altra, a seconda della situazione, senza arrivare alla rigidità, per trovare la migliore strategia vincente per loro e gestire lo stress in modo efficace.

Ma la cosa ancora più importante, che mi sento di condividere con te oggi, è che tutti possiamo diventare bi-loci, lavorando su noi stessi, iniziando a concentrare, in ogni situazione che viviamo, la nostra attenzione su quali emozioni proviamo e come possiamo gestirle al meglio e non solo facendoci sopraffare dalle azioni da compiere, dal fare, ma rimanendo concentrati sul vivere il momento presente, e non il passato né il futuro, utilizzando quindi il locus of control per valutare con più obiettività la nostra vita.

Quali sono allora alcune delle strade che si possono percorre, anche in combinazione tra loro, se si vuole lavorare su questo costrutto per raggiungere un equilibrio tra i due luoghi del controllo: sicuramente è possibile intraprendere un percorso di benessere psicologico , con me se lo vorrai, in cui si è supportati nella ricerca di questo equilibrio, poi è possibile praticare la meditazione e la mindfulness, nel podcast trovi anche una puntata sulla consapevolezza con degli esercizi che puoi iniziare a fare già da ora. Quindi è possibile scegliere quelle strade che ti danno gli strumenti per lavorare su di te nel presente e sulla gestione del tuo sentire.

Bene per oggi siamo giunti al termina di questo approfondimento, la prossima settimana vediamo più nel dettaglio il Locus of Control declinato in ambito lavorativo.

Ti auguro una splendida giornata!

Autrice

Dr. Valentina Patacca

Psicologa del Lavoro e autrice del podcast Psicologia a Lavoro!

AUTRICE