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Salvaguardare il nostro benessere attraverso i limiti

Buongiorno! La scorsa settimana abbiamo parlato degli ambiti coinvolti nella ricerca di un equilibrio sano e abbiamo visto alcuni consigli da cui partire, come la gestione dello stress, l’importanza dell’attività fisica, della gestione del nostro tempo e della necessità di porre dei limiti. Ecco oggi ho pensato di approfondire quest’ultimo punto, che reputo vitale per la salvaguardia del nostro benessere. Stabilire dei limiti sani, chiari e funzionali. Innanzitutto vediamo che cosa vuol dire saper stabilire dei limiti e perché sono così importanti, poi vedremo come fare per riuscirci in modo efficace.

Come sempre per affrontare un cambiamento rivolgiamo prima lo guardo verso di noi, per poi guardare fuori. Possiamo vedere l’attuazione dei limiti come la vetta di un iceberg , che ha sotto il livello dell’acqua una massa di lavoro necessario affinché possiamo avere dei limiti sani e poterli mantenere con l’obiettivo di vivere meglio.

Quindi parto con il dirti che stabilire dei limiti non è un’attività a sé stante, ma è il risultato di un mix di atteggiamenti, competenze e amore per sé stessi. E che con il passare del tempo e il mutare delle situazioni avrai bisogno di rinegoziare i limiti messi. Le basi per sapere quali limiti mettere in campo, e mantenerli poi nel tempo, sono ad esempio l’avere un’approfondita conoscenza di noi stessi, una buona autostima, il padroneggiare diverse skill, come il saper prendere decisioni, l’utilizzo della comunicazione assertiva, il saper dire di no, l’intelligenza e l’agilità emotiva, e molte altre, all’interno del Podcast trovi già delle puntate relative a molti di questi argomenti, e altre ne arriveranno.

Comunque come puoi immaginare ogni situazione è a sé, ma qui voglio condividere in generale quali sono le tipologie di limiti che potresti voler definire, quali sono i passaggi generali per stabilire dei limiti efficaci, e quali sono gli svantaggi nel non porre dei limiti e quali sono invece i vantaggi nel farlo.

Ci sono, quindi diverse tipologie di limiti che ti può essere utile mettere ad esempio nella tua vita lavorativa, e possono essere limiti:

– fisici, come il non volere che sia invade lo spazio sulla nostra scrivania o il non entrare nella stanza quando stiamo svolgendo un determinato task; io ad esempio, se sono a casa, quando devo registrare una puntata del Podcast, avviso mio marito e i gatti che sto iniziando a registrare, così sapranno di non entrare nella stanza o non fare troppo rumore, per non inficiare il mio lavoro.

– mentali, ad esempio ti sei accorto che dopo un certo numero di ore davanti al pc o allo smartphone hai bisogno di staccare per tornare produttivo; oppure vogliamo evitare le mille interruzioni che ci rubano tempo ed energie per tornare a concentrarci;

– relazionali, ad esempio frequentare il meno possibile con il collega sempre pessimista, che con la sua negatività perenne ci prosciuga le energie e ci spegne le idee;

– emotivi, come evitare che il senso di colpa o la frustrazione ti distragga dal tuo lavoro, oppure evitare il fastidio che provi quando le persone si approfittino della tua disponibilità.

In generale possiamo vedere la definizione dei limiti come un processo decisionale, che parte dal prendere consapevolezza su di noi, fino al saper mantenere i limiti messi. Quindi vediamo come possiamo fare in 4 punti fondamentali:

1° analizza i tuoi bisogni e i tuoi valori, per capire che cosa hai bisogno di ottenere, forse più tranquillità mentre lavori, meno interruzioni, ottimizzare la pianificazione del tuo lavoro, ridurre lo stress o non essere sempre disponibile con tutti trascurando i tuoi obiettivi? Ecco in base a quali sono le risposte che ti darai potrai capire di cosa hai bisogno.

2° una volta capito quali sono gli aspetti su cui vuoi lavorare, definisci quali sono le possibili soluzioni che ti aiuterebbero a soddisfare i tuoi bisogni. Cerca di capire bene i limiti che ti servono, che siano per te chiari e precisi in modo da saperli comunicare senza incertezza senza fraintendimenti. Se la difficoltà è a livello di pianificazione allora potresti definire all’interno della tua giornata degli slot di tempo da dedicare alla stesura del progetto, o alle telefonate, o al supporto di un collega;

3° definiti i bisogni e le soluzioni è indispensabile comunicarle a chiunque faccia parte della tua sfera lavorativa, e se sei in Smart Working a casa, anche alla tua famiglia, in modo che sappiano quali sono i momenti in cui non puoi essere disturbato. Anche su come gestire lo Smart Working in famiglia trovi una puntata nel Podcast. Quindi comunicare agli atri le nostre intenzioni ci è utile per non cadere nella trappola di aspettarci che gli altri sappiano di cosa abbiamo bisogno. È nostra responsabilità garantirci un equilibrio lavorativo, in questo caso, e quindi siamo noi a doverci far carico di comunicare le nostre decisioni. Ma dall’altro lato non dobbiamo cadere nella trappola essere dipendenti dal giudizio degli altri, perché magari quando comunichiamo le nostre regole alcune persone potrebbero non condividerla, ma il fatto che l’altro non la condivida, non le togli alcun potere di esistere, perché risolve un problema a te non a loro;

4° allena la coerenza e la costanza, quando mettiamo dei limiti dobbiamo essere pronti a mantenerli attivi quando lavoriamo, senza cedere troppo spesso. Più lascerai che le persone possano sorvolare su un tuo limite più acquisteranno terreno, fino a che sarà sempre più difficile per te ristabilirlo. Dobbiamo anche essere pronti a far fronte alla mancanza di rispetto verso un limite che abbiamo messo, da parte magari di chi vorrebbe manipolarci o che cercherà di abbattere le tue barriere per mille motivi, invidia, potere, controllo. Tuttavia è importante che i limiti che mettiamo non si trasformino in regole ferree, perché questo andrebbe a ledere la nostra libertà. Anche qui, quindi, è necessario saper trovare un equilibrio.

Quali sono i risvolti positivi di cui potremo giovare se impariamo a stabilire dei limiti:

– esprimere una tua chiara identità;

– aumentare la tua autostima;

– aumentare la tua sicurezza;

– a definire ciò che per te è importante, focalizzandoti su di te;

– a non sovraccaricarti emotivamente, con senso di colpa, ansia, e distress, cioè lo stress negativo;

– a non sovraccaricanti nel lavoro, prendendo più impegni di quelli che puoi effettivamente puoi portare a termine;

– evitare la trappola dell’eterna disponibilità verso gli altri;

– gestire il senso di impotenza nel non avere sotto controllo le dinamiche che ti creano problemi;

– aumentare la tua produttività e la tua gestione del tempo.

Porre dei limiti ha, quindi, una valenza positiva se la guardiamo dal lato in cui provi amore per te stesso, tanto da sapere cosa per te è importante, cosa va scartato e cosa non ti compete; ha un’accezione negativa se, invece, i limiti che ci poniamo sono dettati dal senso di colpa, dalla paura di affrontare l’altro perché potremmo sembrare scortesi o egoisti agli occhi degli altri.

Ecco che allora qui ci vengono in aiuto l’approfondire la conoscenza di noi stessi, per capire da dove nasce questo senso di colpa o la frustrazione nel chiedere all’altro di rispettare un nostro bisogno, sicuramente anche l’allenare le skill di cui parlavo all’inizio della puntata, e prima fra tutte è indispensabile potenziare la capacità di comunicare in modo assertivo, perché questo ci permette di rimanere fermi sui punti stabiliti, ma ci permette anche di comunicarlo agli altri in modo fermo, chiaro e deciso. Evitando, ad esempio, lunghi discorsi, e giri di parole, perché questo può generare confusione in te e nell’interlocutore, che non capirà esattamente cosa gli state chiedendo. Inoltre ricorda che non sei in alcun modo obbligato a giustificare le tue scelte. Rifletti, anche, sul modo migliore per te di reagire quando qualcuno supera questi limiti, valutando se la reazione del tuo cliente o del tuo collega del tuo capo, non sia incline alla manipolazione per ottenere lui qualcosa da te.

Un suggerimento potrebbe essere quello di provare a comunicare, all’inizio, il tuo limite a persone di cui ti fidi, per avere un feedback o un una critica costruttiva che ti permetta di migliorare il limite che state mettendo e di fare pratica su come comunicarlo.

Ad esempio, se si aspettano che rispondi alle e-mail a qualsiasi ora, e a te questa cosa crea dispersione nel lavoro, allora puoi stabilire uno slot di tempo, e comunicare agli altri che, ad esempio ogni giorno dalle 11:00 alle 13:00 leggerai e risponderai alle email o farai le telefonate ai clienti per gli aggiornamenti.  Questo è un modo per far capire alle persone che se non hanno ricevuto una risposta alle 10:00 è perché tu non hai avuto modo ancora leggere la loro mail. Ovviamente sono regole generali non declinate per ogni singola situazione, ma per ogni situazione è possibile organizzare e pianificare il lavoro secondo le tue esigenze. Trovi la puntata con degli spunti di pianificazione già all’interno del Podcast.

Allora quindi per fissare dei limiti, come per ogni cambiamento, il mio suggerimento è quello di partire a piccoli passi, dal nostro mondo interiore per prenderci cura delle nostre emozioni e fortificare tutto ciò che è sotto il livello dell’acqua del nostro iceberg, per poi gestire con efficacia ciò che si trova in vetta.

Nel canale gratuito su Telegram Psicologia a Lavoro! Trovi alcuni spunti per approfondire questo tema così complesso. Se non sei ancora iscritto al canale basta cliccare qui per accedere, il mio consiglio è quello di utilizzare il canale sia per approfondire ogni puntata del Podcast, e poi consultarlo quando ne hai bisogno.

In conclusione definire dei limiti contribuisce a spostarti da una posizione passiva, dove accetti senza filtri tutto ciò che il mondo, le relazioni e il futuro ti riservano, ad una posizione invece attiva dove diventi tu il protagonista delle tue giornate, perché va a rinnovare il tuo senso di auto efficacia.

Autrice

Dr. Valentina Patacca

Psicologa del Lavoro e autrice del podcast Psicologia a Lavoro!

AUTRICE