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Come trovare lavoro dopo i 45 anni

Buongiorno! Oggi voglio salutare e ringraziare Annamaria, per le sue domande nella chat di Telegram, che mi hanno portato a fare delle riflessioni su un argomento molto importante e presente oggi nel mondo del lavoro e che mi trovo ad affrontare sia come recruiter, che in Studio durante le consulenze. Quindi ho pensato di condividere alcune di queste riflessioni, rispondendo così, spero, anche ai dubbi di Annamaria. L’argomento su cui riflettiamo è relativo alla ricerca di lavoro dopo i 45 anni, ed essendo un argomento molto vasto, e che dipende da molte variabili, ho pensato di suddividerlo in due puntate. Iniziamo con la prima parte dove affrontiamo l’argomento da un punto di vista psicologico-emotivo, e l’obiettivo è ragionare su ciò che avviene prima di arrivare a inviare un cv. Mentre nella seconda parte vedremo i passaggi da fare per costruire strumenti e ricerca. Come ti dicevo poco fa è un argomento enorme e potremmo parlarne per ore, e sotto molti aspetti diversi, ma nell’ottica della praticità e fruibilità dei contenuti che propongo ho ristretto la riflessione a 5 domande stimolo, che ti propongo, e a cui puoi provare a rispondere, il mio consiglio è di farlo per iscritto, e che ti aiuteranno a chiariti la situazione.

Immagina di essere nel mio Studio e di essere arrivata o arrivato perché vuoi cambiare lavoro: ecco alcune domande che ti farei:

  1. perchè sei alla ricerca di un nuovo lavoro? Il perché è fondamentale, già dalla risposta che ti dai inizi a capire quale strada percorrere, infatti le ragioni per cui oggi stai cercando lavoro possono essere diverse, per necessità, per reinventarti, per cambiare settore, perché le tue priorità o i tuoi valori nel tempo sono cambiati, perché senti che non c’è possibilità di crescita in quello che fai o perché senti che è giunto il momento di metterti in proprio.
  2. Quanto sei consapevole di ciò di cui hai bisogno? Sai già cosa è veramente importante per te? Cosa vuoi ottenere cambiando lavoro? Quali sono le tue aspettative e soprattutto sono ancorate alla realtà? Facendo un’analisi della tua situazione attuale, quali competenze hai e quali invece dovresti potenziare per ottenere il lavoro che stai cercando? È importante conoscere le risposte a queste domande altrimenti l’insoddisfazione non svanirà con il nuovo lavoro, e come dice Bruce Hazen, sposterai solo il lavoro su un’altra scrivania.
  3. Cosa provi sapendo di dover affrontare una ricerca di lavoro oggi? Cercare lavoro non piace a nessuno. Con il mio lavoro ho l’opportunità di parlare con molte persone che stanno attraversando la ricerca di un lavoro e hanno dai 45 anni in su e nelle loro storie e riflessioni ho trovato dei pensieri ricorrenti che mettono in crisi i lavoratori nell’intraprendere questo viaggio. Tra i più ricorrenti c’è il sentirsi sbagliati, rispetto a tutto ciò che si è fatto fino ad ora, e la convinzione che, per cambiare lavoro, sarà necessario buttare tutto quello che si è fatto e si è imparato. Tra le emozioni che si provano, con più frequenza, c’è la frustrazione, la confusione e in certi casi l’impotenza che si prova rispetto ad un mercato del lavoro che non è per nulla uguale a quello in cui si è entrati, anche solo 10 anni fa. Questo porta con se ansie, paura, sconforto, ed normale, perché sai ciò che stai lasciando ma non ancora dove stai andando o come ci arriverai, hai davanti un’infinità di variabili. Il punto quindi non è non provarle queste emozioni, il punto sta nell’accettare l’ incertezza, dando un nome a ciò che stai provando e contestualizzandolo alla situazione, invece di generalizzarlo alla tua persona. Questa consapevolezza ti permetterà di analizzare la situazione e prendere le tue decisioni evitando che siano loro a condizionare le tue scelte, e quindi accettare ad esempio un lavoro che è peggiore di quello che hai lasciato, intraprendere una formazione spendendo tempo e denaro per corsi che non ti serviranno, aumentando il senso di fallimento. Queste emozioni, sono collegate alla domanda precedente, se non abbiamo consapevolezza di ciò che sappiamo fare e di quello che vogliamo comunicare ai recruiter o ai clienti è possibile che si rediga un cv che assomiglia più alla lista della spesa e non descrive ne te ne la tua carriera professionale, oppure nascono dal fatto ad  esempio, che ci si rende conto che magari non si è dato molto peso alla formazione personale e professionale, o agli aggiornamenti del mercato del lavoro e alle sue evoluzioni, prima fra tutti la rivoluzione digitale, che oggi investe trasversalmente ogni settore. queste insicurezze amplificano il senso di incertezza rispetto alla ricerca di lavoro. Perché non si ha chiaro qual è il proprio valore, cosa c’è all’interno di tutte le esperienze lavorative fatte, quali skill si sono sviluppate.
  4. Dove vuoi andare? Qual è il tuo obiettivo? Cosa vuoi ottenere di diverso, di migliore, nel nuovo lavoro? Rispondere a queste domande ti aiuterà ad avere chiara l’arrivo e a non disperdere tempo ed energie su percorsi che ti potrebbero allontanare dal tuo nuovo lavoro, come inviare cv nel mucchio.
  5. Quanto tempo hai a disposizione per trovare un nuovo lavoro?

Cercare un lavoro è esso stesso un lavoro, ma possiamo considerarlo come la palestra per tenerci in allenamento ed essere pronti per passare all’azione al momento giusto. Quantifica il tempo che vuoi impiegare per raggiungere il nuovo lavoro, 6 mesi, 1 anno? È importante avere chiaro in mente in quanto tempo vogliamo raggiungere il traguardo. Questo ci permette anche di definire i tempi delle attività da svolgere e monitorarne azioni e sviluppi.

Ho preparato uno schema con queste domande che puoi scaricare dal canale Telegram segreto Psicologia a Lavoro! Se non sei ancora iscritto mandami un messaggio su Telegram e ti invio il link di accesso.

Su quale sfondo è fondamentale iniziare una ricerca di lavoro dopo i 45 anni, quello in cui si mantiene un atteggiamento positivo, in cui si è pro-attivi nei confronti di ciò che si vuole ottenere e del mercato del lavoro, in cui si è consapevoli del proprio valore per farlo emergere agli occhi dei recruiter, delle aziende o dei clienti. È importante trasmettere le competenza che si sono acquisite negli anni, far emergere le energie che si mettono in campo per metterti così nella condizione di scegliere il tuo prossimo lavoro, non di subirlo.

Concludo questa prima parte riprendendo il pensiero di Eraclito, e la fluidità con la quale ci ricorda che nulla si distrugge, tutto si trasforma. Così anche tutte le esperienze attraversate durante gli anni di lavoro e le competenze acquisite, possono essere trasformate e trasferite per continuare ad essere sempre lavoratori consapevoli ed efficaci.

Ti aspetto la prossima settimana con la seconda parte, per analizzare quali passi fare per intraprendere una ricerca di lavoro dopo i 45 anni.

Buona riflessione!

Autrice

Dr. Valentina Patacca

Psicologa del Lavoro e autrice del podcast Psicologia a Lavoro!

AUTRICE