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2° Soft Skill: Prendere decisioni

Ciao! La seconda competenza trasversale della classifica, che andiamo ad approfondire oggi, è il Pensiero Critico, che secondo lo psicologo Galimberti è “la capacità di esaminare una situazione… e di assumere una posizione personale in merito. Tale capacità costituisce il fondamento di un atteggiamento responsabile nei confronti delle esperienze e relativamente autonomo rispetto ai condizionamenti ambientali” (Galimberti, 1992). Quindi  il pensiero critico consiste nel saper analizzare informazioni, situazioni ed esperienze in modo oggettivo, distinguendo la realtà dalle proprie impressioni soggettive e sospendendo i propri pregiudizi, significa riconoscere i fattori che influenzano i pensieri e i comportamenti propri ed altrui e per questo aiuta a rimanere lucidi nelle scelte.

A gennaio del 2018 la facoltà di psicologia dell’Università di Cambridge ha pubblicato uno studio in cui gli autori segnalano che una persona allenata all’uso del pensiero critico, è in grado di prendere decisioni più corrette, di smettere di essere suscettibile alla manipolazione operata ad esempio dalla pubblicità e dalla politica, gli permette di risolvere i problemi in modo più creativo, autonomo ed efficace. Quindi sviluppare il pensiero critico può veramente migliorare le nostre vite. Per nostra fortuna questa capacità si impara e si assimila, si trasforma in base alla nostra personalità e alle nostre necessità ed esperienze passate.

Ma cosa favorisce od ostacola lo sviluppo del pensiero critico?

1. Un elemento a favore del pensiero critico è imparare ad ampliare le nostre prospettive, favorire scetticismo sano ed intelligente è senz’altro il primo filtro da utilizzare per notizie, opinioni, affermazioni o commenti che ascoltiamo ogni giorno; di contro un ostacolo potrebbe essere fermarsi alla prima versione disponibile di una notizia.

2. un altro elemento a vantaggio è l’essere proattivi, essere cioè promotori del proprio cambiamento, il pensiero critico ci aiuta ad agire in modo più abile e riflessivo, ci aiuterà a sviluppare un atteggiamento nuovo, più costruttivo, mirato ed anche ingegnoso. Mentre un ostacolo sarebbe reagire alla vita, ai problemi, alle difficoltà senza cercare di imparare da esse.

3. È utile anche abbandonare l’idea di un pensiero dicotomico, dove ogni evento è letto come giusto o sbagliato, in favore di un pensiero riflessivo che relativizzi le dicotomie, tenendo conto di diversi punti di vista.

4. Utilizzare il senso dell’umorismo, per trasformare la realtà con originalità, favorendo l’ingegno per far ridere gli altri. Così il pensiero critico è uno strumento grazie al quale mostreremo la nostra capacità di adottare una prospettiva più chiara della realtà, senza restare intrappolati nella frustrazione, nella rabbia o in quei malintesi senza via d’uscita.

5. gestire con consapevolezza le distorsioni cognitive come ad esempio l’effetto alone che avviene quando la percezione di una caratteristica è influenzata dalla percezione di uno o più altre caratteristiche dell’individuo o dell’oggetto come ad esempio pensare che se una persona è bella e simpatica, allora sarà anche intelligente, buona, ed onesta, evitare l’uso di etichette, o porre un’ attenzione selettiva alla realtà, cioè porre l’attenzione solo a ciò che ci è più utile vedere, limitando i nostri pensieri e le nostre opinioni.

Ora vediamo, invece, un percorso suddiviso in quattro passaggi per sviluppare il pensiero critico, tuttavia per essere utile sono indispensabili due presupposti: il primo è che pensare in modo critico implica il seguire un procedimento logico ed è necessario svolgere una serie di operazioni mentali –come fare delle analogie, dei confronti e delle deduzioni. Il secondo è che è essenziale sapere ciò di cui si sta parlando.

Dunque vediamo insieme:

Il primo passaggio è la ricerca: concettualizza il problema da valutare definendo la questione e comprendendola.

Per definirla è possibile utilizzare delle domande del tipo: qual è la questione o il problema? Come posso descrivere la situazione? Perché ho bisogno di valutarla o di risolverla?

Definito il problema, verifica di riuscire a comprendere nel modo più oggettivo possibile di cosa si tratta: cerca di scoprire ogni dettaglio della situazione, raccogliendo tutti i dati e le informazioni possibili.

Il secondo passaggio è l’analisi: una volta definita la situazione a grandi linee, è necessario analizzarla in modo approfondito. L’analisi consiste nello spezzettare la questione in più parti e nel comprendere ogni singola parte del problema. In ogni frammento che analizzi, tenta di dividere le cause che l’hanno generata dagli effetti e di definirne punti deboli e punti forti, le sue implicazioni e le conseguenze possibili. Fai delle ipotesi. Alcune domande utili da porti possono essere: Cosa ha causato questa situazione? Da dove deriva? Come è nata e si è evoluta? Cosa dà per sottinteso?

Il terzo passaggio è la sintesi: quindi ricombina i diversi frammenti in un insieme, ma questa volta ragionato e consapevole. Confronta le varie posizioni, cerca le analogie, i punti di forza e debolezza di ognuna e, nel confronto dell’una con l’altra, cerca somiglianze e differenze. Le analogie sono uno strumento molto potente per riuscire a pensare criticamente.

il quarto passaggio è la valutazione: adesso è il momento di esprimere il tuo giudizio critico. Se hai seguito queste fasi in modo approfondito, la tua valutazione della questione di partenza sarà più ponderata e razionale. Il giudizio che hai raggiunto, sarà fondato criticamente e saprai sostenerlo in modo sicuro e coerente, portando argomenti basati su un ragionamento.

Chiaramente non deve necessariamente essere un giudizio definitivo: nel confronto con altri, o in contesti diversi, potresti modificarlo e rivederlo. Ma avere degli argomenti razionalmente fondati, su cui basare i tuoi giudizi, è la base fondamentale anche per potersi anche confrontare con chi sostiene posizioni diverse dalle nostre.

Se volete approfondire questo argomento potete iniziare dal libro che si intitola: Open your mind. Il potere del pensiero critico e creativo, di Francesco Sofo e Cinzia Colapinto, utile per risvegliare il potenziale critico e creativo già presente in te, attraverso degli esercizi ed un’utile guida per la messa in pratica.

Ok, allora, siamo giunti alla fine, spero sia stato un approfondimento utile, nel prossimo parleremo di creatività, competenza importante per far fronte ai momenti di crisi e saper guardare con occhi diversi al futuro.

Autore

Dr. Valentina Patacca

Psicologa del Lavoro e autrice del podcast Psicologia a Lavoro!

AUTRICE