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5° Soft Skill: Coordinarsi con gli altri

Con questo approfondimento siamo giunti a metà della classifica ed oggi parliamo della quinta competenza trasversale: la capacità di coordinarsi con gli altri o team working. Se nell’approfondimento numero 4 abbiamo visto come essere un ottimo leader, oggi vediamo come diventare un componente del gruppo insostituibile. Prendendo per un attimo in esame la nostra vita ci renderemo senz’altro conto che abbiamo sempre fatto parte di un gruppo, dalla famiglia alla classe scolastica, dalla squadra sportiva fino al gruppo di lavoro. Questo sopratutto perché noi in quanto esseri sociali siamo inclini a collaborare, condividere e vivere la nostra vita  insieme ad altre persone e all’interno di un contesto specifico.

In questo approfondimento parliamo del gruppo di lavoro, che in letteratura è definito come un’insieme interdipendente di individui che lavorano in connessione tra loro per conseguire obiettivi comuni, che condividono la responsabilità di specifici risultati verso la loro organizzazione, ed è riconosciuto come tale da coloro che operano all’interno o all’esterno del gruppo stesso. Quindi per essere definito gruppo di lavoro è indispensabile che i componenti abbiano chiaro lo scopo da raggiungere, poi è fondamentale che ogni componente senta di avere una responsabilità verso i suoi compagni e verso l’obiettivo, e che ci sia un senso di identità riconosciuta, cioè che i componenti si identifichino con quel particolare gruppo di lavoro, e che questa identità sia percepita anche da coloro che non fanno parte del gruppo. Questa competenza è entrata nella classifica perché, per le aziende una delle esigenze principali è che i loro team siano formati da persone che sono in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti, che quotidianamente coinvolgono i contesti organizzativi, per il raggiungere gli obiettivi comuni, e di conseguenza raggiungere il successo delle persone e delle aziende. Gli studi sui gruppi, sono davvero molti, in particolare dalla ricerca statistica condotta dalla psicologa americana Anita Williams Woolley, e dai suoi collaboratori, è emerso che l’intelligenza del gruppo di lavoro “non è fortemente correlata con l’intelligenza media o massima individuale dei membri del gruppo, ma è correlata con la sensibilità sociale media dei membri del gruppo”. Questa  posizione è stata anche confermata dai ricercatori di Google, in particolare Julia Rozovsky sostiene che sulla bilancia che misura la produttività di un gruppo, pesi più la qualità dell’interazione fra i suoi membri che non le caratteristiche dei singoli.

Vediamo allora alcune caratteristiche indispensabili da sviluppare per essere un ottimo team player:

1 il coordinamento: ogni componete del team, ha la sua peculiarità, le sue capacità, questo implica che ognuno avrà un determinato ruolo e specifici compiti, e non altri, su cui concentrarsi. Teniamo a mente che lavorare in gruppo non significa fare tutto tutto insieme, sapersi coordinare vuol dire anche capire quando devo lavorare da solo e quando è il momento di incastrare tutti i pezzi del puzzle e in che ordine porteranno al successo del progetto.

2 l’ascolto attivo: per coordinarsi, però, bisogna assolutamente ascoltarsi. Senza cadere nella necessità di riferirsi ogni minima virgola che ci passa per la testa. Ascoltarsi significa aggiornarsi quando ce ne è bisogno, per poi continuare da sé. ma non solo, l’ascolto ci aiuta anche a capire quando è un buon momento per comunicare una critica ad esempio, o quando qualcuno ha bisogno di aiuto, perché ascolto non si limita alle parole, ma comprende soprattuto le situazioni, le reazioni e gli stati d’animo dei nostri colleghi. Potremmo dire che l’ascolto attivo ci fa un pò da bussola.

3 la comunicazione empatica: una volta attivato l’ascolto attivo dobbiamo saperci esprimere basandoci su chi abbiamo di fronte: metterci nei panni di chi riceverà la comunicazione, evitiamo di imporre il nostro punto di vista, accettando anche i disaccordi, rispettiamo le differenze, usiamo frasi brevi, lineari e con pochi tecnicismi. Saper dialogare vuol dire saper fare e ricevere delle critiche, significa non prevaricare sugli altri, ascoltare e rispettare le opinioni di tutti, sospendendo il giudizio di cui abbiamo già parlato negli approfondimenti precedenti.

4 la fiducia e l’affidabilità sono elementi fondamentali,  per la costruzione di quel senso di identità di gruppo, di cui parlavamo prima, ogni componente deve potersi fidare, che ognuno darà il massimo per portare a termine la sua parte di lavoro e dimostrare  affidabilità costante nel mantenere dell’impegno preso verso se stessi e verso gli altri.

6. Perseveranza e Impegno ci aiutano a rimanere concentrati e a focalizzare l’obiettivo, dimostrare un impegno costante alimenta anche la nostra convinzione di farcela, di essere all’altezza.

7. Creatività, ne abbiamo parlato nel 3° approfondimento, possiamo qui riassumerla come l’incontro tra la capacità di pensare fuori dagli schemi e l’abilità di accogliere nuove idee, per creare nuove prospettive, risolvere e anticipare le difficoltà.

8. l’umorismo: questa capacità aiuta a rendere coesa una squadra, crea una condivisione emotiva, riduce lo stress e facilita la comunicazione tra i componenti del gruppo.

9. Curiosità: i migliori membri del team fanno domande aperte, non pensano di portare all’interno del gruppo la verità assoluta, ma sono aperti ad ascoltare altri punti di vista.

infine la 10. Collaborazione è rappresentata sia dal dare il proprio contributo, ma anche dall’offrirsi di aiutare gli altri. I membri più efficaci in un team sono in grado di amplificare le sinergie create da un’efficace collaborazione e metterle al servizio del gruppo.

Vediamo come poter valorizzare al meglio l’opportunità di lavorare in un gruppo di lavoro e diventare un team player indispensabile, già da oggi, allora sicuramente mostrando le tue competenze, ma senza sovrastare gli altri. Prenditi del tempo per chiarirti le mansioni che dovrai svolgere, come abbiamo detto nel 3° approfondimento, puoi creare delle mappe mentali analogiche utilizzando dei post-it o digitali attraverso dei software, fondamentale poi è porre delle domande di approfondimento, perché più avrai chiaro di cosa materialmente ti dovrai occupare più sarai concentrato e in grado di portarlo a termine. Quindi svolgi le tue mansioni, ma continua ad ascoltare attivamente la squadra,  senza estraniarti, e allena la tua capacità comunicativa rendendola empatica. Prova a chiederti quando devi comunicare una critica ad un tuo collega qual è il modo più costruttivo: invece di dire “non sei stato capace di realizzare questa presentazione” potresti dire “ho trovato la tua presentazione poco efficace, in alcuni punti, se vuoi posso aiutarti a migliorarla”. Una volta che hai chiaro l’obiettivo e hai definito i tuoi compiti stabilisci un tempo massimo per terminarli. Collabora e coordinati con i tuoi colleghi, se serve aiuto a qualcuno, non tirarti indietro. Inoltre prendi in considerazione che tutti hanno qualcosa da insegnarci, apprendi da gli altri come una spugna e assorbi tutto quello che può esserti utile per migliorare, ma allo stesso tempo, sii pronto a condividere con gli altri quello che sai. L’aiuto reciproco è  il modo migliore per potenziare il team e crescere professionalmente.

Bene, se volete potete continuare l’approfondimento di questo argomento con il libro: “Le 17 qualità essenziali del team player” di John Maxwell, esperto nel campo della leadership, affronta in questo libro quali sono le qualità che secondo lui dovrebbero sviluppare le persone che vogliono fare la differenza in un team.

Ok, allora, siamo giunti alla fine, spero sia stato un argomento interessante, nel prossimo approfondimento parleremo dell’intelligenza emotiva, capacità che abbiamo già accennato nel precedente approfondimento e che se sviluppata ci consente di vivere qualitativamente meglio la nostra vita lavorativa, ma anche quella privata.

Autrice

Dr. Valentina Patacca

Psicologa del Lavoro e autrice del podcast Psicologia a Lavoro!

AUTRICE