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Emozioni dove le vedo e le sento

Nell’ articolo di oggi parliamo di emozioni e più in particolare  dove possiamo vedere e sentire per prenderci cura di noi stessi. Questa consapevolezza ci sarà d’aiuto poi per poterle riconoscere, quando le proviamo, e imparare a prenderci cura di noi, ricordandoci sempre che ogni emozione è importante, perchè ci sta mandando un messaggio sul nostro funzionamento. Quindi partiamo da una definizione, che cos’è un’emozione: è una vibrazione che coinvolge tutto il nostro corpo, non è solo nella nostra testa o solo nella pancia, ma in tutto il corpo, questo perché dobbiamo tenere presente che noi siamo un tutt’uno, non c’è una linea di demarcazione tra la nostra mente e il nostro corpo. Quindi quando avviene un evento stimolo, che può essere interno a noi o esterno, noi proviamo delle emozioni, e in base all’emozione che sentiamo possiamo arrossire quando ci vergogniamo o siamo in imbarazzo, ci può battere forte il cuore, quindi abbiamo delle reazioni, ad una o più emozioni, che sono anche fisiche, abbiamo dei cambiamenti fisiologici. Ad esempio se proviamo paura la nostra energia si propagherà verso il basso per attivare le gambe ed essere pronti a scappare, ma nello stesso momento ci possiamo accorgere di essere diventati pallidi in volto, al contrario quando proviamo rabbia l’energia si propagherà verso l’alto e quindi diventiamo rossi in volto,  gesticoliamo di più, perchè il nostro corpo ha bisogno di scaricare l’eccesso di energia. Il problema nasce con tutte quelle emozioni che non abbiamo il coraggio di esprimere o che non vogliamo che siano viste dagli altri, i perchè posso essere diversi da quelli culturali a quelli familiari, che ci hanno trasmesso che determinate emozioni devono essere trattenute e non mostrate all’esterno. Tuttavia essendo le emozioni iscritte nel nostro patrimonio genetico ci troviamo a vivere una dissonanza tra il corpo che sente e prova l’ emozione e la mente che ci dice “fermo ricordati che non puoi mostrala, reprimila”, e se questa dissonanza la replichiamo per un giorno, due giorni, dei mesi, degli anni, rischiamo che questo blocco si cronicizzi. Secondo lo psicologo Paul Ekman le emozioni di base sono 6 gioia, rabbia, tristezza, disgusto, paura e sorpresa. La combinazione di queste sei emozioni genera le emozioni complesse. In quest’ottica la Pixar ha realizzato il film Inside Out, dove lo stesso Ekman ha ricoperto il ruolo di consulente, ed è un ottimo spunto per vedere l’interazione delle emozioni durante gli eventi della nostra vita. Uno spunto molto interessante che ha fornito questo film è la possibilità di renderci consapevoli che la protagonista in realtà non è Gioia ma bensì Tristezza, che noi solitamente cerchiamo di spingerla lontano da noi, di far finta di non provarla, ma che e invece essendo legata ai nostri processi relazionali, ci permette di chiedere aiuto o di riceverlo da gli altri, di ragionare sugli eventi per cambiare le cose e crescere, ma è anche grazie a tristezza che riconoscendola negli altri possiamo offrire il nostro supporto a qualcuno.

Quindi se noi proviamo un emozione e la reprimiamo, cosa succede al nostro corpo? La psicologia psicosomatica ci insegna, appunto, che c’è una connessione tra un disturbo somatico, quindi del corpo, e la sua possibile causa di natura psicologica, poichè considera l’essere umano come inscindibile, nella sua unità psicofisica. Quindi è possibile che queste emozioni non dette e questi blocchi emotivi sfocino in mal di testa ricorrenti, gastriti, bruciori di stomaco, allergie e dermatiti, dolori alla schiena, contratture muscolari, una stanchezza generalizzata e così via. Allora quando ci accorgiamo che la causa del nostro malessere non è organica, dobbiamo agire per sbloccare le nostre emozioni. William Reich, psichiatra austriaco e allievo di Freud, descriveva la persona come prigioniera di un “corazza” muscolare e caratteriale che con il tempo, si rivela un impedimento al raggiungimento della nostra identità e impedisce il libero fluire della creatività, perché lo stato cronico di contrazione muscolare aumenta l’indurimento del carattere, con conseguenze importanti sulla nostra percezione del piacere di vivere. quindi in sostanza, impedisce il libero scorrere dell’energia vitale nel nostro corpo, creando le fondamenta per sentimenti di inibizione e inadeguatezza che tutti noi proviamo. Secondo Reich questa corazza funziona in modo circolare, immaginate allora di avere una cintura, come la cinta che indossiamo con i pantaloni, che ha diversi buchi per essere stretta o allargata, intorno a 7 segmenti del nostro corpo, che corrispondono anche ai segmenti dei 7 chakra. Vi metto sotto al vocale una grafica che evidenzia e descrive i 7 segmenti da temere a mente. Quindi questi 7 segmenti sono oculare, orale, cervicale, toracico, diaframmatico, addominale e pelvico. Queste aree rappresentano i punti fisici in cui il corpo trattiene di più le emozioni che vogliamo cancellare o reprimere. Ora la riflessione che possiamo fare guardando lo schema della sede delle cinture, non è tanto fare il conto di quanti blocchi abbiamo, ma prendere consapevolezza che se sento una stretta in uno dei blocchi, posso sempre allentare la cintura e lasciare fluire la mia energia in tutto il corpo e riappropriarmi della mia vitalità. Un ulteriore passo in avanti in questa direzione è stato fatto da Alexander Lowen, medico e psicoanalista allievo di Reich, che introdusse il concetto di “bioenergetica” cioè “energia della vita” e che parte dal presupposto che ogni individuo disponga di un’energia vitale che risulta essenziale per l’interdipendenza tra la mente ed il corpo. Quindi, anche per Lowen, l’energia che attraversa il nostro corpo può incontrare tensioni e barriere che cronicizzandosi danno vita a  blocchi muscolari e rigidità posturali, instabilità e conflitti emozionali. Tuttavia con la bioenergetica Lowen amplificò il lavoro su queste energie bloccate studiando degli esercizi di bioenergetica che mirano a liberare il nostro coro dalla corazza.

Quindi cosa possiamo fare per diventare consapevoli delle nostre emozioni, per accettarle e prenderci cura di noi stessi?

    1. praticare esercizi di bioenergetica, andando consapevolmente a lavorare sui nostri blocchi per far fluire al meglio l’energia nel nostro corpo
    2. allenare la nostra intelligenza emotiva per dare il giusto nome alle emozioni, imparare a riconoscerle e a viverle tutte traendone il meglio per affrontare la vita, e prenderci cura di noi stessi, su questo argomento trovi nel canale un altro approfondimento,
    3. possiamo affinare la sensibilità all’ascolto di noi stessi, ad esempio attraverso il training autogeno,
    4. possiamo imparare a metterci in contatto con noi stessi, attraverso la meditazione ad esempio, e imparare a vivere nel famoso qui ed ora, argomento che affronteremo la prossima settimana.

Autrice

Dr. Valentina Patacca

Psicologa del Lavoro e autrice del podcast Psicologia a Lavoro!

AUTRICE